Ci sono storie che non si limitano a raccontare un'esistenza, ma diventano un faro per chi sta attraversando il buio. È il caso dell'ultima fatica letteraria di Anthony Peth, conduttore televisivo e regista sardo classe 1984, che firma un'opera profonda e necessaria. Noto al grande pubblico come "Ambasciatore del Gusto", lanciato a suo tempo da Maurizio Costanzo e affermatosi sui canali Rai, Mediaset e La7 — percorso che gli è valso anche due David di Michelangelo —, Peth ha scelto da anni di mettere la propria notorietà al servizio del sociale. Un impegno che trova oggi la sua massima espressione in “Le parole che servono”, il libro autobiografico pubblicato da Armando Editore che sbarca proprio oggi, 1° settembre, in tutte le librerie d’Italia e sulle piattaforme digitali.
Arricchito dalla prefazione della giornalista e scrittrice Silvana Giacobini, il volume non è una semplice autobiografia, ma un autentico strumento di rinascita strutturato come un “vocabolario della vita”. Attraverso cinquanta parole chiave selezionate con cura, l'autore ripercorre le tappe della sua vicenda personale per offrire a chi legge la chiave con cui ritrovare un senso anche di fronte al dolore più cieco.
Al centro della narrazione c'è la dura battaglia combatutta e vinta contro l'osteosarcoma, una rara e aggressiva forma di tumore osseo che ha stravolto la vita del conduttore. Tra le pagine emerge senza filtri la sofferenza fisica, il trauma di un corpo che si trasforma e l'angoscia del confronto con un "nemico invisibile". Eppure, il tratto distintivo dell'opera è l'energia straordinaria con cui Peth dimostra che la malattia non è riuscita a scalfire la sua anima, trasformando una diagnosi devastante in un messaggio universale di speranza e vittoria.
I lettori più attenti ritroveranno tra le righe del libro la medesima determinazione che il pubblico ha potuto apprezzare nel corso di un suo toccante monologo a Le Iene. In quell'occasione, con disarmante sincerità, Peth aveva condiviso con i telespettatori il senso del suo percorso: “Da piccolo il mondo sembrava una promessa di felicità... Il tuo corpo cambia fino a non riconoscerti più. So che è difficile immedesimarsi, come è difficile anche solo pronunciare la parola ‘osteosarcoma’, ma con me non c'è riuscito. Io questa sera sono qui e posso raccontarvi la mia storia finita bene. A chi ha avuto una diagnosi dico di farsi forza: come ce l'ho fatta io, ce la faranno anche loro.” Ma la missione dell'autore non si esaurisce tra le pagine stampate. In concomitanza con la pubblicazione di oggi, Anthony Peth darà il via a uno speciale tour di solidarietà che lo vedrà entrare direttamente nei reparti oncologici degli ospedali di Roma, Milano, Torino, Bologna, Napoli, Padova e Cagliari. Un viaggio di presenza e ascolto pensato per portare un conforto concreto, uno sguardo di intesa e una parola di incoraggiamento a pazienti, familiari e personale sanitario che ogni giorno combattono in prima linea.
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